Sangue alieno - Inside
Ed. Diversa Sintonia, 2014

Sangue alieno - Inside

 

Nei giorni che seguono la collisione del mezzo spaziale con le colline a nord di Londinium IV, la frenetica città non pare interessarsi all’evento. Il sito della deflagrazione, subito isolato con un’alta recinzione di filo spinato, custodisce i resti di un’enorme astronave, in attesa che il Consiglio Intergalattico ne autorizzi il controllo.

Gli strumenti del Dipartimento di Sicurezza segnalano la presenza di attività biologica a bordo del mezzo, eppure nulla nell’area bruciata dall’impatto fa pensare che l’esplosione possa aver lasciato dei sopravvissuti.

Lame di luce attraversano la spessa e costante coltre grigiastra che ricopre la città, tagliando senza pietà le ombre avvinte al relitto.

C’è qualcosa in quel muto cadavere d’acciaio che mette i brividi.

Fermo sul lato esterno del robusto intreccio di fili spinati, Roland osserva quel che rimane del-l’imponente navicella.

D’un tratto, l’auricolare sfrigola e una voce metallica riempie il silenzio.

«Agente Shue».

Non risponde.

Chissà perché si era illuso che nessuno l’avrebbe più chiamato in quel modo.

«Agente Shue, so che sei in ascolto».

Ecco di nuovo la fastidiosa emicrania che accende milioni di puntini luminosi nel suo cervello. In quei momenti Roland vorrebbe ficcare la testa sotto un fiotto d’acqua gelata, per lavare via mal di testa e cattivi pensieri. Ma la carcassa scura oltre la rete sembra pulsare, come se qualcosa si agitasse al suo interno. Qualcosa di estremamente insidioso. Qualcosa che Roland non può ignorare.

«Sono in ascolto, signore». La voce si fa largo a fatica nella gola serrata dall’angoscia.

«La tua squadra di supporto ti attende al Comando di Vigilanza, Shue».

Roland sale in moto. Stringe il manubrio, come per trarne forza, e resta in attesa degli ordini. «Yan, il sSy’nar, e il capitano Halo An’Fur. Opererete fuori dai canali ufficiali».

La sorpresa scansa in un angolo tutto il resto.

«È una missione non autorizzata?».

«Non possiamo aspettare che politici e diplomatici raggiungano un accordo. I segnalatori indicano che c’è qualcosa di molto pericoloso dentro quel rottame. E stamattina al Dipartimento è arrivata l’ennesima denuncia di scomparsa avvenuta nella zona dell’incidente da quando la navicella è precipitata».

Roland avvia il motore e un fremito silenzioso scuote i fianchi della motocicletta.

L’asfalto vibra sotto i suoi piedi.

«Entrate nel relitto e stanate ciò che vi si nasconde». Il tono serio non ammette eccezioni. «E ricorda, agente. È tutto in mano al tuo team. Nessun altro deve essere coinvolto».

Roland dà gas.

«Porta a termine questa missione, Shue. Poi avrai il tuo lasciapassare per OSS e potrai scordarti di noi».

Davanti agli occhi dell’uomo passa rapida l’immagine della sua vecchia vita. Un mondo che non potrà più tornare.

«Grazie». Una sola parola che gronda tonnellate di sarcasmo. «Non credo che mi mancherete».

«Buona fortuna, Shue».

La connessione termina con un clic.

Roland stacca i piedi da terra e la moto scatta nervosa alla volta della città.