La musica del cosmo
Ed. Diversa Sintonia, 2015

La musica del cosmo

 

Il cosmonauta si oppose allo schiaffo del turbine polveroso avvinghiandosi al cavo d’acciaio che, come un cordone ombelicale, lo teneva unito al ventre della nave. L’enorme scafo oscillava impazzito contro l’oscurità, si pentì di essere uscito in quel caos.

Il cilindro che si dibatteva all’estremità del contorto braccio metallico sarebbe andato perduto. Lui e i suoi compagni non potevano perdere l’amplificatore di segnale, abbandonando al proprio destino i Viandanti in missione.

Gli strumenti di bordo avevano raccolto il segnale di Elia, una melodia lieve proveniente da un punto imprecisato del cosmo e si erano sintonizzati con quelle vibrazioni, tracciando la rotta e preparandosi al salto dimensionale. Il cerchio di pietre in cui la viaggiatrice aveva fatto risuonare la musica faceva parte di un sistema generale di trasmissione e trasporto che consentiva di raggiungere ogni angolo della galassia: una volta individuate le coordinate, bastava portarsi sulla frequenza sonora emessa dallo strumento e il trasferimento sarebbe avvenuto in pochi istanti.

La nave dei Viandanti era stata costruita per affrontare l’eternità e l’infinito; quando l’amplificatore aveva intercettato la musica, il braccio snodabile che fungeva da antenna si era allungato nello spazio per registrarne la posizione e preparare l’apertura del varco. A un tratto il segnale era scomparso. Una pioggia di asteroidi, sfuggita inspiegabilmente ai rilevatori, aveva investito la fiancata, spezzando delle corde e svellendo una sbarra.

Fu allora che decise di calarsi in quel finimondo per recuperare il trasmettitore.

Riuscì a raggiungere il cilindro e a staccarlo dall’ultimo cavo di sicurezza, un istante prima che un enorme frammento di roccia travolgesse ogni cosa, spezzando il tendine di metallo e trascinando l’antenna nel vuoto cosmico.

Lo tirarono a bordo incolume; si svestì, mentre due compagni si occupavano del trasmettitore.

– È intatto.

Tirò un sospiro di sollievo.

– È una buona notizia. Estraete le coordinate e preparatevi al trasferimento – disse, slacciandosi lo scafandro. Sgusciò dalla tuta di protezione liberando i tentacoli, le lunghe antenne che sporgevano dalla fronte ebbero un fremito. – Elia ci ha chiamati, non possiamo abbandonarla.